Sì, l’emoji croce ✝️ esiste già, e anche il suo cugino ortodosso ☦️. Ma due croci per più di due miliardi di cristiani sono un po’ poche, se si pensa alla ricchezza del simbolo: il crocifisso dipinto di San Damiano davanti al quale pregava san Francesco, il suo tau, la croce di Gerusalemme dei pellegrini, la croce celtica dei cimiteri irlandesi, la croce di pietra sul cucuzzolo di una montagna alpina…
La croce è un paradosso: uno strumento di supplizio diventato segno di speranza. Si porta al collo, ci si fa il segno della croce prima di una partita o di un esame, svetta sui campanili. Dice insieme la sofferenza e ciò che la supera. I primi cristiani, del resto, ci misero del tempo a raffigurarla apertamente; spesso preferivano il pesce o l’àncora, più discreti.
Qui cerchiamo croci che restino leggibili in formato minuscolo e che non tradiscano ciò che rappresentano. Una croce sobria per un messaggio di condoglianze, una croce luminosa per Pasqua, una croce astile per la processione della Domenica delle Palme: se ne hai già una in mente, disegnala.
Amen
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