«Appena possibile, fare inversione a U.» Il navigatore lo dice senza giudicare, ed è proprio il senso della parola greca che i Vangeli usano per la conversione: metanoia, voltarsi, cambiare sguardo e direzione. Un emoji penitenza non dovrebbe mostrare qualcuno che si flagella, ma qualcuno che si volta verso Dio. È più giusto e, francamente, più incoraggiante.
La penitenza ha i suoi tempi e i suoi gesti. Il Mercoledì delle Ceneri, in Italia, il sacerdote sparge spesso un pizzico di cenere sul capo dicendo: «Convertitevi e credete al Vangelo». Segue la Quaresima, quaranta giorni in viola, con digiuno, preghiera ed elemosina. E c’è la penitenza più modesta che si riceve alla fine della confessione, spesso una preghiera o un gesto concreto, che i più anziani ricordano di aver recitato in ginocchio in fondo alla chiesa, con la sensazione di averla scampata bella.
Per ora la tastiera offre solo 🧎 o 🙏, che vanno bene per tutto. Si può immaginare di meglio: una freccia che fa inversione verso una piccola croce, un capo cosparso di cenere, un cuore viola che torna rosso. Disegna la penitenza come una ripartenza e non come un castigo, e mandacela qui sotto.
Il perdono non cancella il passato: libera il futuro.
Amen
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