In Italia l’onomastico è una cosa seria: auguri a tutti i Giuseppe il 19 marzo, a tutte le Lucia il 13 dicembre, e se il santo è anche patrono della città, tanto meglio, perché si fa festa con la processione. Per questi auguri, l’unico emoji santi disponibile è 😇, una faccina con l’aureola che serve soprattutto a dire «non sono stato io a mangiare l’ultimo biscotto».
I santi non sono un club di primi della classe. Fra loro ci sono soldati e regine, una pastorella di Nanterre, un ladrone crocifisso accanto a Gesù, madri di famiglia e perfino un ragazzo appassionato di informatica, Carlo Acutis, morto nel 2006 a quindici anni e sepolto ad Assisi. La Chiesa li festeggia tutti insieme il 1° novembre e, nelle grandi celebrazioni, li invoca cantando le litanie dei santi, un lungo elenco scandito da «pregate per noi».
Sogniamo emoji che facciano riconoscere un santo senza didascalia: le chiavi di Pietro, la ruota di Caterina, la graticola di Lorenzo, le rose di Teresa. Scegli il tuo santo preferito, trova il suo attributo e proponilo: probabilmente sta già pregando perché qualcuno se ne occupi.
Non siamo santi falliti, ma persone vive in cerca di luce.
Amen
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