La parola viene dal latino quadragesima, «quarantesima». Tutto sta nel numero: quaranta giorni, domeniche escluse, per prepararsi alla Pasqua, in ricordo dei quaranta giorni che Gesù trascorse nel deserto. Un emoji Quaresima avrebbe molto da dire in pochissimi pixel: digiuno, preghiera e carità.
Tutto comincia il Mercoledì delle Ceneri, quando il sacerdote, spesso spargendo un pizzico di cenere sul capo, ripete «Convertitevi e credete al Vangelo». Tutto, tranne che a Milano: nel rito ambrosiano la Quaresima inizia la domenica successiva e il Carnevale si allunga fino al sabato, cosa che i milanesi non hanno mai contestato. Poi la liturgia si veste di viola, salvo la quarta domenica, Laetare, quando il rosaceo si concede un sorriso a metà strada.
La Quaresima non è una dieta spirituale. Il digiuno fa spazio, la preghiera lo riempie e l’elemosina lo condivide: il Vangelo di Matteo li mette uno accanto all’altro (Mt 6). Per ora la tastiera offre soltanto 🌵 per il deserto e 🙏 per tutto il resto. Un capo cosparso di cenere, un piatto quasi vuoto accanto a una mano tesa, un sentiero viola di quaranta passi verso un sole pasquale: prendi la matita, il modulo ti aspetta qui sotto.
Il male non ha bisogno di distruggerci, ma solo di scoraggiarci.
Amen
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