Benedire viene dal latino benedicere: «dire bene». La parola sembra quasi troppo semplice per quello che contiene. Quando Dio benedice, la sua parola fa ciò che dice; quando benediciamo noi, affidiamo qualcuno a quella parola. Un emoji benedire dovrebbe stare tutto in un gesto, perché la benedizione passa quasi sempre da lì.
Quei gesti li conosciamo bene. La mano del sacerdote che traccia una croce sull’assemblea alla fine della messa. Il pollice di una mamma che disegna una crocetta sulla fronte del figlio prima di dormire. Il parroco che, nel tempo pasquale, passa casa per casa a benedire le famiglie, mentre in cucina si nasconde in fretta il bucato. Nelle icone bizantine, poi, le dita di Cristo benedicente formano le lettere IC XC, abbreviazione greca del suo nome. E in Austria e in Germania, all’Epifania, si scrive col gesso sopra la porta qualcosa come 20+C+M+B+26: le iniziali dei Magi, o di Christus mansionem benedicat, «Cristo benedica questa casa».
La tastiera offre solo 🙏 e 🤲, che parlano di preghiera più che di benedizione. Manca la mano alzata verso l’altro, o il pollice che traccia la croce. Il libro dei Numeri custodisce una formula antichissima: «Ti benedica il Signore e ti custodisca». Se trovi il modo di farla stare in pochi pixel, mandaci la tua proposta.
Amen
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