«Non hanno vino.» Le prime parole di Maria nel Vangelo di Giovanni sembrano un’emergenza di catering, nel bel mezzo di un matrimonio a Cana. Gesù cambia l’acqua in vino, e l’evangelista annota che fu il primo dei suoi segni. C’è qualcosa di gioioso in questa scelta: la vita pubblica di Cristo comincia a un banchetto di nozze. Sulla tastiera, l’emoji matrimonio si ferma a 💒, 💍, 👰 e 🤵, che coprono la cerimonia ma non del tutto il sacramento.
C’è infatti un dettaglio che molti invitati ignorano: nella Chiesa latina non sono il sacerdote o il diacono a sposare la coppia. Sono gli sposi stessi a sposarsi, scambiandosi il consenso; il ministro lo accoglie a nome della Chiesa e benedice gli anelli. «Io accolgo te come mia sposa», si dicono davanti ai testimoni, e poi tutti verso il pranzo di nozze, che in Italia può tranquillamente arrivare fino a sera.
Due fedi su un libro aperto, mani unite sotto la stola, una giara di Cana che trabocca: proponi l’emoji che dirà «ci siamo sposati in chiesa» a chi non c’era. La zia che piange in prima fila è facoltativa.
Chi rinuncia all'amore si condanna alla solitudine.
Amen
!da AI Generator
Amen
!da AI Generator
Questo articolo è disponibile anche in: Français (Francese) English (Inglese) Español (Spagnolo) Português (Portoghese, Brasile)
Lascia un commento